giovedì 31 marzo 2011

Il Potere delle Parole

Credo fermamente nel potere delle parole.

Quelle parole in grado di tirare fuori quell’energia che abbiamo dentro, e che spesso teniamo sopita.

Perché capita spesso di parlare a stessi con “cattiveria”, tutte le volte che nel nostro dialogo interiore utilizziamo parole che ci inducono alla resa, che ci gettano nell’oscurità. Parole, che ci avvicinano alla paura di non riuscire. Parole che dipingono il mondo di infelicità e rassegnazione.

Certo, le parole da sole non sono sufficienti a raggiungere i risultati che desideriamo, ma una piccola spinta è certamente un buon punto di partenza, un impulso che smuova il nostro essere in un moto positivo, orientato a tenere alta la motivazione.

Questione di atteggiamento, atteggiamento mentale, rivolto a trovare sempre il modo migliore per affrontare ogni situazione. Anche perchè, “in principio” ,le azioni, prima di essere tali, non erano parole?

“Se pensi di essere sconfitto, lo sei.
Se pensi di non avere coraggio, non lo hai.
Se vorresti vincere ma pensi di non farcela,
E` quasi certo che non vincerai.

Se pensi che perderai, hai già perso,
Perché nel mondo scopriamo
Che il successo comincia con la volontà,
Tutto sta nell’atteggiamento mentale.

Se pensi di essere surclassato, lo sei;
Per salire in alto devi pensare in grande;
Devi essere sicuro di te stesso
Prima di poter raggiungere qualsiasi traguardo.

La battaglie della vita non vengono sempre vinte
Dal più forte o dal più veloce;
Ma prima o poi l’uomo che vince,
E’ l’uomo che pensa di poter vincere.”

Walter D. Wintle, “L’uomo che pensa di poter vincere”

sabato 29 gennaio 2011

Che viaggio!




Der Suchende*.

L'esortazione “conosci te stesso” è un motto greco ( Γνθι σεαυτόν, gnôthi seautón ), iscritto sul tempio dell'Oracolo di Delfi, e tema che le principali filosofie concordano nel considerare il primo e fondamentale passo di un percorso che conduce se stessi, e l’umanità in genere, all’elevazione.

In effetti non è facile delineare un quadro omnicomprensivo di questo favoloso “mosaico” del quale è possibile analizzare solo un tassello alla volta e che chiamiamo Vita, e forse non ci è data ragione di comprenderlo a pieno.

Conoscere se stessi è infatti un percorso sorprendente e impegnativo, ricco di doni preziosi cercati o trovati per caso, che ha che fare con tutto, proprio tutto. L’intera conoscenza umana, le considerazioni sulla religione, la medicina, la chimica degli elementi, l’attribuzione di un “senso” alla vita.

È comprensibile sentirsi spiazzati e per certi versi inadeguati o dubbiosi al pensiero di affacciarsi nella profondità di questa considerazione, tutta la profondità che possiamo intravedere dentro di noi e che si riflette fuori da noi.


Questo percorso è quindi una ricerca, la più importante delle ricerche e non solo. La ricerca e l’analisi di tutti i “tasselli del mosaico”, che ahimè, tempo permettendo, ci è data possibilità di trovare disseminati lungo il cammino di ognuno e che, per chissà quale “semplice o divina intuizione”, dal principio, ne riusciamo a percepire l’infinita “grandezza e bellezza”.

Il “Desiderare la Verità” è l’unico itinerario di questo percorso, l’unica confusa indicazione che , iniziato il “viaggio” ci sostiene nel proseguire. Cercare e continuare a cercare, che come diceva S. Agostino, è di per sé già trovare.

Questa ricerca è importante affrontarla con libertà di spirito e mente aperta e come scrive Hermann Hesse:

"Quando qualcuno cerca,
allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa,fuori di quella che cerca,
e che egli non riesca a trovar nulla,non possa assorbir nulla,in sè,
perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca,
perché ha uno scopo,
perché posseduto dal suo scopo.
Cercare significa : avere uno scopo.
Ma trovare significa: esser libero,restare aperto, non aver scopo."

Tratto da "Siddharta"

Apri il tuo cuore e Buon Viaggio.

*"Dal verbo suchen (cercare) i Tedeschi fanno il participio presente, suchend, e lo usano sostantivato, der Suchende (colui che cerca), per designare quegli uomini che non s'accontentano della superficie delle cose, ma d'ogni aspetto della vita vogliono ragionando andare in fondo, e rendersi conto di se stessi, del mondo, dei rapporti che tra loro e il mondo intercorrono. Quel cercare che è già di per sé un trovare, come disse uno dei più illustri fra questi “cercatori”, e precisamente Sant'Agostino; quel cercare che è in sostanza vivere nello spirito."